Orvietopoli

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Opere pubbliche

Quanto è previsto, quanto risulta erogato, cosa è cambiato e quali risposte mancano. Una storia per ogni opera, con i documenti per controllarla.

Prima ricostruzione al 7 ottobre 2026. Il recupero storico dal 2019 è in corso: queste schede non sono un rendiconto completo né una verifica sullo stato fisico dei cantieri. Un dato mancante non significa zero euro.

Centro sociale di Orvieto Scalo

Nome negli atti: Centro polivalente per le politiche sociali e della famiglia presso l’ex scuola media di Orvieto Scalo, con interventi sul verde e sul decoro dell’area. CUP I44E21002090001.

Il Comune libera 3.239.717,35 euro del vecchio appalto per prepararne uno nuovo. La somma deriva dai quattro impegni residui elencati nella determina del 2 ottobre 2026. Non è una prova che gli anticipi già erogati siano stati recuperati.

Le cifre documentate: non vanno sommate fra loro
VoceImportoCosa significa
Finanziamento complessivo richiamato5.331.409,60 €Contributo originario di 4.846.736 € più 484.673,60 € del Fondo opere indifferibili. Non è la spesa già sostenuta.
Valore dei lavori nel contratto risolto3.618.175,34 €Al netto del ribasso del 7,17%, oltre IVA. È il valore contrattuale, non il totale pagato.
Progettazione nel contratto risolto87.835,87 €Oltre contributo previdenziale del 4% e IVA. L’acconto indicato sotto riguarda questo servizio e non va aggiunto al valore contrattuale.
Anticipo sui lavori del precedente contratto795.998,57 €IVA inclusa. La determina riferisce che fu erogato con l’atto di liquidazione del 28/10/2024. Mandato di pagamento e recupero successivo da acquisire.
Primo acconto per la progettazione55.723,09 €Contributo previdenziale e IVA inclusi. La determina lo indica corrisposto con atto del 10/09/2024. Non costituisce il totale di tutte le spese dell’opera.
Impegni residui liberati3.239.717,35 €Somma calcolata da 1.899.001,42 + 1.284.992,87 + 44.578,45 + 11.144,61 €. Restano disponibili per l’opera, non sono un rimborso incassato.

La storia, documento per documento

Abbiamo recuperato anche gli originali storici collegati sotto. Dove una decisione è solo richiamata da un altro atto, lo indichiamo. La ricostruzione resta parziale.

  1. 2021–2023: assegnazione del contributo e integrazione del finanziamento.
  2. 25 maggio 2023: la Giunta approva il progetto di fattibilità tecnico-economica: il quadro economico è di 5.331.409,60 €. È il valore previsto per l’intervento, non un pagamento. Delibera di Giunta 128/2023 (PDF).
  3. 22 giugno 2023: dopo una prima gara andata deserta, viene avviata la seconda procedura. La determina n. 603 è richiamata nella determina 354/2024 (PDF).
  4. 14 settembre 2023: affidamento al raggruppamento Penzi–Bitec con determina n. 927, secondo il verbale di consegna del 6 agosto 2024 (PDF). L’originale della determina di affidamento resta da acquisire.
  5. 25 gennaio 2024: firma del precedente contratto, riportata nel verbale di consegna e nella determina del 2026.
  6. 15 febbraio 2024: il responsabile del procedimento concede 15 giorni in più per consegnare il progetto definitivo/esecutivo, secondo il verbale di consegna. È una proroga della progettazione.
  7. 25 luglio 2024: la Giunta approva il progetto definitivo/esecutivo. Delibera di Giunta 162/2024 (PDF).
  8. 6 agosto 2024: il verbale dispone la consegna totale dei lavori, con 365 giorni e termine previsto al 6 agosto 2025. La determina del 2026 indica invece l’inizio effettivo al 26 agosto 2024: consegna formale e avvio effettivo sono due passaggi distinti.
  9. 6 agosto 2025: termine originario indicato per i lavori. Il giorno successivo la determina richiamata dispone la risoluzione del contratto; l’atto del 2026 la riconduce a gravi e reiterate inadempienze dell’appaltatore.
  10. 3 marzo 2026: la determina richiama la decisione n. 296: non è possibile scorrere la graduatoria della precedente gara perché l’operatore individuato non possiede i requisiti generali. Questo passaggio aiuta a spiegare la necessità di un nuovo appalto.
  11. 24 luglio 2026: secondo la determina, il decreto ministeriale mantiene gli obblighi PNRR e porta il termine di conclusione al 31 dicembre 2027, fuori dal target UE del 30 giugno 2026.
  12. 2 ottobre 2026: liberati gli impegni residui in vista del nuovo appalto.
Gli importi non coincidono in tutti i documenti

Il verbale di consegna indica un contratto netto di 3.706.011,20 €. Le sue tre componenti (87.835,87 + 3.532.138,71 + 86.036,63 €) sommano però 3.706.011,21 €: una differenza di un centesimo che riportiamo senza correggere l’atto.

Rispetto al verbale del 2024, la determina 1178/2026 riporta 3.532.138,70 € anziché 3.532.138,71 € per la componente lavori; 84.291,31 € anziché 72.957,53 € per gli oneri della sicurezza aziendale; 621.438,79 € anziché 620.433,99 € per la manodopera. I documenti letti non consentono di spiegare queste differenze: non sono, da sole, prova di maggiori pagamenti.

Queste componenti sono già comprese negli importi contrattuali: non vanno aggiunte al totale. Il cronoprogramma finanziario è una previsione e non dimostra quanto sia stato pagato.

Quanto era stato fatto e quanto il Comune chiede indietro

La determina 620 del 18 maggio 2026 approva i conti del contratto interrotto. Sono numeri diversi dal finanziamento dell’opera e dagli impegni liberati a ottobre.

Conti del contratto risolto, secondo il Comune
VoceImporto e significato
Lavori contabilizzati236.083,17 € oltre IVA 10%, al netto del ribasso. Sono i lavori riconosciuti nello stato di consistenza, non tutte le spese del progetto.
Penali approvate459.508,86 €, salvo ulteriori addebiti. L’atto le applica; non dimostra che siano state incassate.
Debito del raggruppamento indicato nell’atto947.060,76 €, per anticipo da recuperare e penali, sottratto il valore dei lavori riconosciuti. Interessi e IVA sono trattati separatamente dall’atto.
Interessi indicati13.848,20 € sull’anticipazione non recuperata.
Lavori non eseguiti del vecchio contratto3.382.092,17 € oltre IVA 10%. Non è il preventivo aggiornato del nuovo appalto.

Un conto da chiarire: l’atto scrive un totale da recuperare di 966.308,96 € oltre IVA, ma 947.060,76 + 13.848,20 dà 960.908,96 €. La differenza è 5.400 €, pari ai lavori del subappaltatore citati nello stesso documento. Il testo non esplicita questo passaggio del calcolo: non correggiamo il totale e non lo presentiamo come denaro sicuramente perso.

Un centesimo diverso tra gli atti: le determine 886/2025 e 620/2026 riportano l’anticipazione di 795.998,58 € IVA inclusa; la determina 1178/2026 riporta 795.998,57 €. La somma 723.635,07 + 72.363,51 corrisponde a 795.998,58 €. La cifra precedente resta leggibile nella tabella perché proviene dalla fonte di ottobre.

La risoluzione del 7 agosto 2025 ricostruisce i ritardi: una relazione della direzione lavori del febbraio 2025 segnalava 45 giorni di fermo cantiere e un avanzamento del 5,96%. Sono dati di quella fase, non lo stato del cantiere oggi. La determina dispone il recupero dell’anticipo e l’escussione delle garanzie: non certifica l’incasso e non documenta la falsità delle polizze.

Fonti ricontrollate il 7 ottobre 2026: Determina 620/2026 (PDF, pagine 6–7 e 10) · Determina 886/2025 (file firmato P7M). Gli allegati contabili A–D della determina 620 restano da acquisire; servono per approfondire il calcolo.

Le questioni da seguire

PNRR: la fonte esaminata non documenta una rinuncia al finanziamento; indica il mantenimento delle condizioni PNRR. Garanzie e recuperi restano da ricostruire acquisendo polizze, richieste di escussione ed eventuali atti di contenzioso.

Fonte: determina 1178 del 2026-10-02. Leggi il PDF originale · Pagina ufficiale · Scheda nell’archivio.

Scuola dell’infanzia Collodi di Sferracavallo

Demolizione e ricostruzione in via Tevere 36. CUP I49I23000010006. Questa scheda riguarda precisamente la scuola dell’infanzia Collodi.

Il termine per completare il collaudo è prorogato al 20 ottobre 2026, senza costi aggiuntivi per il Comune. La proroga riguarda il servizio affidato a Ingenium Engineering, previsto entro tre mesi dall’ultimazione dei lavori, e non il termine del cantiere. La determina del 24 settembre riferisce che i lavori erano stati formalmente ultimati il 26 giugno, ma che le interlocuzioni sugli impianti impedivano di chiudere il collaudo. Fine dei lavori, collaudo e apertura della scuola sono passaggi diversi.

Cosa sappiamo dei costi
VoceDato verificato
Quadro complessivo del progetto2.300.000 euro, riportati nella determina 558/2026. È il valore del progetto, non il totale dei soldi già pagati o un consuntivo finale.
Lavori del completamento contabilizzati al 10 giugno 20261.265.877,34 euro oltre IVA 10%, nel secondo stato di avanzamento (SAL) di CLAD. È un dato cumulato del completamento, sottoscritto dall’impresa con riserva, non una rata da sommare al primo SAL.
Seconda rata certificata il 17 agosto 2026590.823,09 euro IVA inclusa, dopo ritenuta di garanzia e recupero di parte dell’anticipo. La determina 1000 rinvia liquidazione e pagamento a un atto successivo: non documenta un bonifico già eseguito.
Pagamenti cumulatiNon ancora ricostruiti.
Maggiori oneri della proroga del collaudoNessuno, secondo questa determina. Non significa che l’opera sia costata zero.

Le quattro liquidazioni che gli atti raccontano

Una liquidazione è il passaggio contabile con cui il Comune riconosce una somma da pagare. Non è, da sola, la prova del bonifico. Le determine lette richiamano queste quattro liquidazioni; gli originali dei singoli atti di liquidazione e i mandati restano da acquisire.

Anticipi e rate: importi distinti, non un conto finale
Data e atto richiamatoDestinatario e motivoImporto
16 aprile 2024
Liquidazione 506
MA.CO.RI. — anticipo sul primo contratto341.662,59 € IVA inclusa. È lo stesso anticipo poi revocato, non una spesa aggiuntiva.
18 marzo 2025
Liquidazione 343
MA.CO.RI. — prima rata dei lavori274.400,00 € oltre IVA 10%.
6 ottobre 2025
Liquidazione 1084
CLAD — anticipo sul completamento293.507,46 € IVA inclusa.
15 maggio 2026
Liquidazione 647
CLAD — prima rata del completamento516.186,64 € IVA inclusa: 469.260,58 € più 46.926,06 € di IVA. Importo dopo ritenuta e recupero di parte dell’anticipo.

Riferimenti: MA.CO.RI. nelle premesse della determina 556 del 19 maggio 2025, pagine 3–4; CLAD nella determina 1000 del 17 agosto 2026, pagina 9. I file ufficiali sono collegati sotto. La seconda rata CLAD di 590.823,09 € resta separata: la determina di agosto ne rinvia la liquidazione a un altro atto.

Non sommiamo queste voci al valore dei contratti o ai SAL cumulati. Per sapere quanto è effettivamente uscito e rientrato servono anche pagamenti e recuperi.

Da dove si riparte: due contratti e due varianti

Il primo contratto con MA.CO.RI., sottoscritto nel novembre 2023, valeva 1.553.011,77 euro oltre IVA. La prima variante del gennaio 2025 aggiunge 147.443,66 euro, portandolo a 1.700.455,43 euro oltre IVA. Il Comune risolve il contratto il 19 maggio 2025, contestando ritardi e inadempimenti (determina 556/2025).

Il completamento passa a CLAD, per 1.334.124,78 euro oltre IVA. La determina 558/2026 richiama una seconda variante, approvata il 2 marzo 2026, che aumenta il contratto CLAD di 76.890,67 euro. Questi importi ricostruiscono le modifiche dei contratti: non vanno sommati tra loro o ai 2,3 milioni del progetto per calcolare la spesa totale.

L’anticipo al vecchio appaltatore è rientrato?

La determina di risoluzione richiama un’anticipazione di 341.662,59 euro IVA inclusa e ne dispone la revoca e il recupero, con interessi ed eventuale compensazione. Questo non dimostra che il Comune abbia già recuperato i soldi.

Nella determina del 17 agosto 2026 il Comune richiede un’anticipazione di cassa per la seconda rata dei lavori, in attesa di un ulteriore acconto PNRR e del recupero dell’anticipo al precedente appaltatore. È un passaggio da seguire: manca ancora un riscontro dell’effettivo recupero. Non equivale alla prova di una perdita definitiva.

Fonti storiche ricontrollate il 7 ottobre 2026: DD. n. 556 del 19-05-2025 - Risoluzione contrattuale (file firmato P7M) · Determinazione Dirigenziale n. 558 del 06-05-2026 - proroga (file firmato P7M) · Determinazione Dirigenziale n. 1000 del 17-08- 2026 - presa d'atto SAL N.2 (file firmato P7M).

Quanto costa anche stare nella sede provvisoria

La ricostruzione della scuola non è l’unica voce: gli atti recuperati documentano affitto, sistemazione del giardino e supporto legale. Sono spese di anni e natura diversi: non costituiscono ancora un conto complessivo.

Altri costi documentati della Collodi
VoceCosa dice l’atto
Affitto a Fontanelle di Bardano — 202471.408 € per l’anno, indicati come omnicomprensivi, in quattro rate da 17.852 €. La determina integra l’impegno di 3.408 € e rinvia la liquidazione della prima rata a un atto successivo. Il canone non viene esteso automaticamente al 2025 o al 2026. Fonte: determina 317/2024 (PDF).
Giardino della sede provvisoria — affidamento 202328.473,18 € IVA inclusa per i lavori affidati a ST Construction (23.338,67 € oltre IVA 22%). Il quadro di 31.384,87 € comprende anche 2.911,69 € per opere complementari, oltre alle spese tecniche già impegnate separatamente. È un affidamento con impegno, non la prova del pagamento. Fonte: determina 1381/2023 (PDF).
Supporto legale al responsabile dell’appalto — 20264.500 € affidati e impegnati sul bilancio comunale, comprensivi di spese generali e contributo previdenziale; IVA non dovuta secondo l’atto. È assistenza nella gestione del contratto CLAD: non equivale alla prova di una causa in tribunale o di un pagamento eseguito. Fonte: determina 506/2026 (PDF).

Originali riscaricati e confrontati con le copie del dossier il 7 ottobre 2026. Restano da ricostruire le annualità dell’affitto, le liquidazioni e i pagamenti effettivi. La determina sull’affitto contiene richiami non uniformi alle date e al numero del contratto: il contratto originale resta necessario per chiarirli.

Le tappe indicate nella determina

  1. 21 giugno 2024: affidamento dei servizi di collaudo a Ingenium Engineering, richiamato nell’atto del 2026.
  2. 26 giugno 2026: ultimazione formale dei lavori riferita nell’atto.
  3. 24 agosto 2026: decreto ministeriale richiamato per il passaggio del progetto dalla misura PNRR M4C1-I.3.3 alla M2C3-I.1.1. L’atto non parla di rinuncia: l’intervento passa a un’altra misura PNRR ritenuta coerente.
  4. 24 settembre 2026: concessa la proroga del collaudo al 20 ottobre 2026. L’atto registra la possibilità di un’ulteriore richiesta del collaudatore.

Le questioni da seguire

Un’incongruenza da rendere visibile: in un passaggio delle premesse compare 20/10/2016. Il dispositivo indica due volte 20/10/2026: è la data qui riportata, senza nascondere la difformità.

Fonte: determina 1142 del 2026-09-24. Leggi il PDF originale · Pagina ufficiale · Scheda nell’archivio.